15-08-2018 - GRAFFITI E MEGALITI

Prenota subito!!

Vi aspettiamo questa domenica al Livelet per scoprire e conoscere alcuni importanti reperti preistorici italiani!


L’Italia è un paese ricco di Storia e teatro di scoperte importantissime per conoscere il nostro passato… parleremo di alcuni famosi reperti preistorici e proveremo a riprodurli!
Dalle ore 10:00 alle 13:00 sarà possibile partecipare al laboratorio sui "Dolmen della Sardegna" e continueremo al pomeriggio, dalle 14:00 alle 18:00, con un altro fantastico laboratorio sui "Graffiti della Val Camonica".

Dalle ore 10:00 alle 19:00 sarà possibile partecipare alla visita guidate al nostro villaggio palafitticolo in compagnia degli archeologi del Livelet, che vi potranno illustrare come si viveva sulle rive del lago migliaia di anni fa!

 

Per partecipare al laboratorio non è necessaria la prenotazione. Chi invece volesse riservare un barbecue e uno o più tavoli nella nostra area pic-nic, potrà farlo contattandoci allo 0438 21230 dal martedì al venerdì con orario 9.30-12.30 o scrivendo a segreteria@parcolivelet.it

 

UN PO' DI STORIA

I Dolmen sono delle costruzioni megalitiche, edificate fra il Neolitico e l’Età del bronzo in molte zone dell’Europa, in particolare nel Regno Unito, in Irlanda, in Francia, in Germania, in Spagna, in Portogallo e in Italia (Sardegna, Sicilia, Puglia e Liguria).
La Sardegna vanta oltre 70 dolmen, rinvenuti nella metà settentrionale dell'isola.
Queste costruzioni venivano realizzate con grandi pietre conficcate nel terreno e sormontate da lastroni di copertura.
In origine i dolmen erano completamente ricoperti da tumuli di terra: le grandi pietre visibili oggi costituivano infatti le camere sepolcrali e le gallerie di tombe monumentali, la cui parte terrosa è stata erosa nel corso dei millenni ed è scomparsa. Il tumulo non aveva solo la funzione di proteggere la camera funeraria, ma anche quella sottolineare la sua presenza e renderla più maestosa.
A volte è presente un corridoio di accesso che costruito con lastre di pietra o muratura a secco. La camera sepolcrale può essere di forma variabile (rettangolare, poligonale, ovale) ed è talvolta preceduta da un'anticamera. In alcuni casi è presente una porta composta da una o più lastre.
Si tratta di tombe riservate ai membri delle famiglie più importanti della comunità, in cui potevano essere sepolte più persone. È stato ipotizzato che possa trattarsi anche di luoghi con funzione di santuari religiosi, dato che risultano orientati verso particolari eventi astronomici e dal fatto che le costruzioni sembrano tutte disposte lungo un tracciato, forse un itinerario percorribile in pellegrinaggio.

Le incisioni rupestri della Val Camonica si trovano in provincia di Brescia e sono state il primo Patrimonio dell'umanità riconosciuto dell'UNESCO in Italia (1979).
Attualmente si contano oltre 300.000 incisioni, presenti su circa 2000 rocce, distribuite in 24 comuni, dove oggi esistono 8 parchi visitabili.
Nel dialetto locale della Valle Camonica le incisioni rupestri vengono indicate col termine di pitoti, (pupazzi).
Le incisioni rupestri si trovano su superfici rocciose levigate dai ghiacciai, su rocce orizzontali o lievemente inclinate, con rari esempi su parete verticale. Alcune sono state ottenute attraverso la percussione con utensili di pietra o di metallo, altre con la tecnica del graffito, raschiando le superfici con strumenti appuntiti di pietra o di metallo. Alcune figure si presentano sovrapposte senza ordine apparente, altre appaiono in relazione tra loro e sembrano rappresentare di un rito religioso o di una scena di caccia o di lotta.
Le incisioni più antiche risalgono al Mesolitico (VIII-VI millennio a.C. circa), poco dopo la fine dell’ultima glaciazione, opera di cacciatori raccoglitori che rappresentarono soprattutto animali di grandi dimensioni come i cervi. Con il Neolitico (V-IV millennio a.C. circa) e la diffusione dell’agricoltura, dell’allevamento e dei primi insediamenti a carattere stanziale, compaiono le figure umane e gli elementi geometrici. Durante l'Età del rame (III millennio a.C. circa) vennero introdotti la ruota, il carro e le prime forme di metallurgia e fra le incisioni si vedono simboli celesti, animali, armi, arature, file di esseri umani e altri segni. Con l'Età del bronzo (II millennio a.C. circa) aumentano il tema delle armi e le figure geometriche. Nell’Età del ferro (I millennio a.C.) nella Valle è presente il popolo dei Camuni, al quale si devono la maggior parte delle incisioni; in questo periodo dominano le rappresentazioni di duelli e di figure umane e sono presenti capanne, labirinti, impronte di piede, scene di caccia e reticoli. La pratica di incidere le rocce prosegue anche dopo la conquista da parte dei Romani, giungendo fino all’epoca medievale e moderna.

 

 

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